Da oggi scelgo sto ca**o

Il libro zen (ma con più parolacce) che ti insegna a fottertene con grazia.

CRESCITA PERSONALE

Ludovica Fanelli

11/6/20253 min read

silhouette of three woman with hands on the air while dancing during sunset
silhouette of three woman with hands on the air while dancing during sunset

C’è un momento nella vita in cui ti rendi conto che l’illuminazione spirituale è sopravvalutata.
Succede quando ti ritrovi a leggere l’ennesimo manuale di “rinascita interiore” con la promessa di cambiarti la vita in 21 giorni e dopo tre pagine ti viene voglia di buttarti dalla finestra — ma con educazione, si intende.

Ecco, Da oggi scelgo sto ca**o nasce esattamente lì: nel punto in cui la crescita personale incontra la stanchezza esistenziale e decide di aprire una bottiglia di vino.

Non è un libro per chi vuole “ritrovare la propria luce interiore”. È per chi vuole smettere di sprecarla dietro a cause perse, relazioni tossiche e aspettative impossibili.
È un manuale zen per menti lucide e ironiche, scritto per chi ha già provato di tutto: yoga, meditazione, libri motivazionali, podcast illuminanti e guru vestiti di lino che parlano come se avessero appena fatto una seduta spiritica.

101 lezioni di lucidità e liberazione

Niente prediche. Niente slogan motivazionali. Niente “credi in te stessa” urlati in caps lock.
Ho raccolto cento lezioni brevi, ciniche, ma sorprendentemente terapeutiche, scritte con l’intento di alleggerire, non di guarire.

Ogni capitolo è una piccola epifania travestita da battuta.
C’è quello che ti ricorda che “Non tutto è trauma. A volte è solo una brutta giornata e un po’ di zuccheri bassi.” Oppure quello che sussurra una verità scomoda: “Le aspettative sono debiti emotivi che non verranno mai saldati.”

Non faccio sconti — né a me stessa né a Voi lettrici.
Parlo della fatica del dire no, dell’arte di non rispondere ai messaggi chilometrici, dell’importanza di scegliere con cura dove mettere la propria energia.
Il risultato è un libro che non ti coccola, ma ti sveglia. Ti fa sorridere (a volte) e subito dopo ti fa pensare: “Accidenti, questa sono io.”

L’anti-self help che ci serviva

Tutti vogliono “migliorarsi”.
Ogni giorno siamo bombardati da frasi come “Sii la tua versione migliore” o “Trasforma la tua vita con la gratitudine”. Ma nessuno ci dice che cercare di essere sempre la versione migliore di sé stessi è, spesso, il modo più veloce per diventare infelici.

Voglio ribaltare il tavolo del self-help e proporre un’alternativa molto più realistica: accettarsi come si è, ma con ironia e consapevolezza.
Non serve essere perfetti, serve essere lucidi.
Non serve “credere sempre in se stessi”, serve sapere in cosa si crede — e decidere se ne vale davvero la pena.

Il libro insegna a smontare il mito del multitasking (“Non sei multitasking, sei solo stanca”), a rivedere la propria idea di autostima (“Costruiscila sul fatto che paghi le bollette, non sui mantra”) e soprattutto a lasciare andare il bisogno patologico di piacere a tutti.

L'ironia come forma di lucidità

Il tono è quello di una conversazione con un’amica molto onesta, quella che ti dice la verità senza per forza offrirti una tisana detox al rabarbaro.
È ironico, ma mai superficiale; leggero, ma non vuoto.
Ogni pagina è scritta per chi è stanca di consigli zuccherosi e vuole tornare a respirare senza sensi di colpa.

Dietro al sarcasmo c’è una visione precisa: la leggerezza non è disimpegno, è chiarezza.
L’ironia non è cinismo, è difesa contro la follia del perfezionismo emotivo.
Ridere dei propri drammi, qui, non significa sminuirli — significa ridimensionarli fino a renderli vivibili.

Una voce per chi ha smesso di giustificarsi

Il libro non fa finta di essere neutro.
Parla con la voce di chi ha imparato a dire “no” e non si sente più in dovere di spiegare perché.
È un invito a smettere di scendere a compromessi con se stesse, a riconoscere i segnali del corpo e della mente, a distinguere la vera crescita personale dall’inutile autocommiserazione.

C’è un filo conduttore che attraversa tutto il testo: la responsabilità individuale.
Non quella colpevolizzante dei manuali “se non sei felice è colpa tua”, ma quella liberatoria che nasce dal dire: “Non posso controllare tutto, ma posso scegliere dove metto il mio tempo, la mia energia, la mia attenzione.”

Un libro da leggere come una boccata d’aria

Ogni lezione è pensata per essere letta in pochi minuti — in metropolitana, a colazione o in quelle giornate in cui vorresti solo sparire in un cuscino.
Puoi aprirlo a caso e troverai sempre una frase che ti farà sorridere, o una riflessione che ti farà alzare un sopracciglio.
Non offre soluzioni miracolose, ma una compagnia onesta.
E di questi tempi, fatti di ricette facili per la felicità, è già tanto.

Il messaggio finale

La premessa è semplice:

“Benvenuta, campionessa del ci provo ma poi mollo.”

La conclusione lo è ancora di più:

“Non devi illuminarti. Ti basta non farti più prendere per il culo.”

Nel mezzo, cento e una micro-lezioni che fanno da bussola in mezzo al caos.
Un invito a smettere di inseguire la perfezione, a scegliere se stesse con coerenza e a ricordarsi che la serenità non si compra su Amazon — ma il libro sì.

Ciao da Ludo.

Da oggi scelgo sto caz*o
101 lezioni zen per ritrovare leggerezza e serenità d’animo (de li mortacci tua)